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Correttore di bozze
Come già accennato, la figura del correttore di bozze, come lo potremmo immaginare (con occhi d'argo, chino su montagne di bozze passandole al setaccio per stanare il più piccolo errore, a rimetterci decimi di vista e facendo le ore piccole affinché si possa andare in stampa il giorno successivo…) è oramai quasi scomparsa, o meglio, snaturata nel profondo, anche a causa dei controlli ortografici automatici (che vi sconsiglio, se non volete farvi "licenziare", visto che, al momento, i migliori di essi fanno pietà: usateli solo per una prima scrematura iniziale, per togliere il grosso degli errori di battitura, ma poi buttateli via). Sopravvive solo nelle grandi case editrici, dove c’è un vero team di correttori di bozze, esperti e saggi della lingua italiana rubati all’Accademia Della Crusca. Tutte le altre piccole e medie case editrici usufruiscono di personale interno che magari svolge mansioni totalmente differenti oppure, sempre più frequentemente, si affidano a collaboratori saltuari, magari studenti di lingua italiana che ancora hanno molto da imparare, e questo spiega il crescente numero di refusi ed errori presenti nei libri in commercio… Quindi, il correttore di bozze, molto raramente è una professione a sé, e per coloro che hanno intenzione di svolgere in un qualche modo questa attività, due sono i consigli di vitale importanza: il primo, la perfetta conoscenza della lingua italiana (anche se questo requisito da solo non è sufficiente e, a mio avviso, conta non dico di più, ma almeno allo stesso livello, un forte spirito di osservazione nonché una vista acuta: avete presente quei giochi su i settimanali di enigmistica in cui vi sono due immagini, una è la “riflessione allo specchio” dell’altra, e sono uguali in tutto eccetto che per sei o otto dettagli, bene, se siete bravi a trovare tutti i particolari che differiscono, avete buone probabilità di diventare degli ottimi correttori di bozze) secondo: meglio svolgere questa professione internamente ad una casa editrice, anche se si viene assunti con altre mansioni, tipo redattore, grafico, direttore editoriale ecc. perché sarete pagati e considerati meglio e, inoltre, la sola attività di correttore di bozze svolta da freelance non vi potrà quasi mai garantire un buon reddito, perché, purtroppo, molte piccole case editrici, per risparmiare, non si affidano ad un servizio di correzione delle bozze professionale, ma al fratello, alla fidanzata ecc. (altra ragione per il crescente numero di refusi presenti nei libri).
Tariffe per i correttori di bozze
Sono molto varie, è difficile in questa sede dare informazioni precise, possiamo solo darvele a grandi linee, anzitutto: la tariffa andrà sempre a cartella, composta generalmente da 1800 battute, spazi inclusi, (si ha bisogno di molto spazio per annotare le correzioni); la dimensione della cartella è facilmente controllabile, in Word, basta andare su Strumenti - Conteggio Parole e "Caratteri (spazi inclusi)". Questa, è la cartella standard dell'editoria, e quella maggiormente usata, anche se alcuni editori usano quella da 2000 battute e questo, ovviamente, penalizza il correttore di bozze... La tariffa, quindi, varia da un minimo di un euro fino a 2,00 euro, ovviamente al netto della ritenuta di acconto, quindi iva esclusa (queste, almeno, sono le tariffe “oneste”, dei professionisti, e non per chi viene pagato da cane…) poi è ovvio che vi verranno offerte tariffe molto inferiori, tipo 50 centesimi, e qui torniamo alle ragioni dei refusi nei libri… Per le correzioni tecnico - scientifiche, ad esempio libri di medicina e così via, si può (e si deve) arrivare anche 4/5,50 euro a cartella. Domanda: se ad un correttore di bozze sfuggono alcuni errori, e il libro va in stampa con quei refusi, che succede? Dipende dagli errori; se, ad esempio, ha lasciato questo refuso “LE CASA” anziché “LA CASA” per esempio, allora nulla di grave, una minima percentuale di piccolissimi errori di battitura è fisiologica per una prima edizione, ma, se non si è accorto di un grave errore grammaticale, ad esempio un congiuntivo errato, in questo caso, è triste dirlo, è probabile che in futuro non gli saranno affidati più altri lavori.
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